È vero, quasi tutte le persone che smettono di fumare prendono peso. Tuttavia è importante sapere che non c’è nessun automatismo: se e quanto si ingrasserà dipende più dal modo in cui ci si comporta quando si è lasciata la sigaretta che dagli effetti del fumo. In media, chi smette di fumare prende tra i 4 e i 5 chili di peso nel giro delle prime settimane. Circa il 30 per cento di questo incremento deriva dalla perdita degli effetti diretti della sigaretta sull’organismo, in particolare da quelli sul metabolismo basale che lo porta a consumare più calorie. Il rimanente ingrassamento è invece legato al fatto che si tende ad avvertire di più l’appetito.

Spesso gran parte di questo aumento di peso nasce dagli spuntini fuori orario con cui si tende a compensare la mancanza della sigaretta, con la gestualità ad essa associata. In molti casi, quindi, la decisione di scegliere per gli spuntini quotidiani alimenti poveri di calorie (come frutta e verdura) può da sola ridurre notevolmente l’apporto calorico aggiuntivo, e con esso l’aumento di peso. Se si riuscisse a cogliere l’occasione per praticare regolarmente attività fisica (bastano trenta minuti al giorno di camminata sostenuta) si potrebbe addirittura scongiurare l’aumento di peso o comunque limitarlo ulteriormente.

In ogni caso, anche senza questi accorgimenti, diversi studi mostrano che i chili in più presi nel periodo in cui si è smesso di fumare vengono in molti casi smaltiti nell’arco del primo anno da non fumatori. È quindi bene concentrarsi sul proprio obiettivo e tenere a mente che quei pochi chili si potranno smaltire con calma e che i benefici dello stop al fumo superano di gran lunga il danno dell’aumento di peso.

 

𝗔𝗟𝗘𝗦𝗦𝗜𝗔 𝗙𝗥𝗘𝗦𝗜𝗟𝗟𝗜
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