L’ipertensione arteriosa è caratterizzata da un aumento della pressione sanguigna oltre la norma: la massima (o sistolica) uguale o superiore ai 140 mmHg/135 se automisurata al domicilio e la minima (o diastolica) pari o superiore a 90 mmHg/85 se automisurata.

Valori, questi, validi nella popolazione adulta e in condizioni normali di salute mentre nei bambini, nelle donne gravide, nei diabetici ed in caso di patologie specifiche, entrambi i valori di riferimento si mantengono più bassi. Il rischio, quando la pressione si alza oltre i parametri ‘di sicurezza’, è di andare incontro a importanti patologie cardiovascolari quali ictus, infarto del miocardio, scompenso cardiaco e malattie arteriose periferiche o a insufficienza renale.

I CIBI PIU’ SALATI

Fondamentale, per aiutare il controllo della pressione, oltre alla terapia farmacologica prescritta dal medico curante (ed eventualmente concordata con lo specialista) è l’alimentazione: sana, bilanciata, varia, con un ridotto apporto di sale e di alimenti ricchi di sodio.

L’introito di sodio nella dieta quotidiana non è rappresentato soltanto dal sale da cucina aggiunto alle pietanze, ma proviene soprattutto dai quantitativi nascosti nei prodotti industriali e/o nei cibi artigianali. Ne sono ricchi il pane e i prodotti da forno (biscotti, crackers, grissini, merendine, cornetti e cereali per la prima colazione) e fra questi, i derivati dei cereali rappresentano la fonte maggiore di introito di sodio.

Si tratta infatti di alimenti che vengono consumati tutti i giorni e in quantità maggiori rispetto agli insaccati, formaggi, alle conserve di pesce o alle patatine fritte che, in assoluto, contengono il più alto quantitativo di sale ma che non fanno o non dovrebbero far parte della dieta quotidiana.

Occorre inoltre fare attenzione anche a tutte le altre sostanze che contengono sodio, celate sotto il nome di glutammato di sodio (principale ingrediente dei dadi da brodo), benzoato di sodio (presente nelle salse, nei condimenti e nelle margarine), citrato di sodio (usato per esaltare il sapore nei dolci, gelatine e in alcune bevande).

Il sodio, poi,è presente in quantità molto ridotta negli alimenti naturali, per cui la gran parte del nostro apporto sodico alimentare proviene dal sale aggiunto a tavola e in cucina ma soprattutto dall’industria nei prodotti che acquistiamo vengono acquistati.

 

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